Presi a pallonate

Dopo venti giorni di audizioni e interrogatori, il procuratore sportivo, Stefano Palazzi, ha comunicato i deferimenti per lo scandalo sul calcioscommesse. In una nota la Federcalcio specifica che i club coinvolti sono 18 (soltanto cinque tra serie A e B) mentre i tesserati arrivano a 26. Leggi L’inchiesta sul calcioscommesse era partita bene, perché degradarla così? Leggi L'aggravante dei calciatori che scommettono è che lo fanno per un motivo futile - Leggi Quanto rischia l’Atalanta
16 AGO 20
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I capi di imputazione vanno dalla "violazione della lealtà sportiva (articolo 1 del Codice di giustizia sportiva)" fino all'"associazione per illecito sportivo" (articolo 9).
Il 3 agosto prossimo inizierà il processo sportivo.
I 18 club deferiti: Atalanta, Chievo, Ascoli, Verona, Sassuolo, Alessandria, Cremonese, Benevento, Ravenna, Virtus Entella, Piacenza, Esperia Viareggio, Portogruaro, Taranto, Spezia, Reggiana, Cus Chieti e Pino Di Matteo.
I 26 tesserati deferiti: Erodiani, Paoloni, Parlato, Bellavista, Buffone, Bressan, Gervasoni, Micolucci, Signori, Sommese, Tuccella, Furlan, Fabbri, Gibellini, Santoni, Tisci, Deoma, Zaccanti, Veltroni, Rossi, Ciriello, Quadrini, Saverino, Bettarini, Doni e Thomas Manfredini.
Cristiano Doni, capitano e simbolo dell'Atalanta, rischia almeno tre anni di squalifica fino alla posizione del suo club. L'Atalanta è accusata di responsabilità oggettiva e presunta per i comportamenti dello stesso Doni e di Manfredini in due partite diverse (Atalanta-Piacenza e Ascoli-Atalanta), e poichè ai due giocatori è imputato l'illecito sportivo la società rischia da un minimo di una penalizzazione al massimo dell'esclusione dal campionato di competenza.